Perché il mio medico mi dice di non mangiare la bresaola avendo un po’ di acidi urici?

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Perché il mio medico mi dice di non mangiare la bresaola avendo un po’ di acidi urici?

Cara utente
L’acido urico è un prodotto di scarto del lavoro (metabolismo) del nostro organismo. Deriva, infatti, dalla scissione degli acidi nucleici (DNA e RNA) presenti nelle cellule dell’organismo e, in parte, dalla digestione di cibi ricchi di purine: pesci azzurri (acciughe, alici, sardine), frattaglie (fegato, animelle, cuore, rognoni e cervello), selvaggina, oche e piccioni, insaccati e carni stagionate, estratto di carne e brodo vegetale arricchito, estratto di lievito di birra, legumi (fagioli, piselli, lenticchie), spinaci, farina d’avena, asparagi, cavolfiori, funghi.
Anche le bevande alcoliche, soprattutto birra e superalcolici, favoriscono la produzione di acido urico da parte dell’organismo e la sua precipitazione nelle articolazioni, riducendone, inoltre, l’eliminazione da parte dei reni.
La maggior parte dell’acido urico è filtrato dai reni ed eliminato con le urine, mentre il resto passa attraverso l’intestino per poi essere scisso dai batteri che lo popolano (microbiota intestinale) in sostanze di scarto che sono eliminate mediante le feci.
I valori di acido urico nel sangue variano normalmente fra 3,4 e 7 mg/dl per gli uomini, fra 2,4 e 6,5 mg/dl per le donne.
La gotta, con le sue manifestazioni a livello delle articolazioni, le più note, cutanee e renali, è la conseguenza di un costante aumento dei valori dell’acido urico nel sangue oltre i limiti normali (iperuricemia).
L’iperuricemia, in realtà, è determinata spesso soprattutto da fattori ereditari e non solo alimentari, tanto che anche se si eliminassero del tutto gli alimenti che contengono purine l’uricemia si ridurrebbe massimo del 5-10%.
Nel caso di elevati valori ematici dell’uricemia, tuttavia, è consigliabile cercare di ridurre al massimo il consumo di alimenti ricchi in purine (soprattutto quelli di origine animale, ad eccezione di uova e latticini) e limitare gli eccessi proteici.
La bresaola e gli insaccati in genere hanno un contenuto di purine medio che va da 50 a 150 mg ogni 100 g di alimento.
Per abbassare i livelli di uricemia, sarebbe utile, evitare i digiuni prolungati e le diete fortemente ipocaloriche, basate soprattutto sulla riduzione o eliminazione di carboidrati, mantenere una buona idratazione, bevendo almeno 2-3 litri di acqua al giorno. La riduzione del peso, se in eccesso, è l’arma più efficace per combattere i livelli di uricemia. Un’alimentazione equilibrata, studiata in relazione alle esigenze nutrizionali individuali e associata ad attività fisica, può contribuire a ridurre i livelli di uricemia.

Valgono, inoltre tutte le altre indicazioni in merito alla riduzione di grassi, soprattutto di origine animale, di bevande e alimenti dolci, all’assunzione di almeno cinque porzioni di frutta al giorno (le ciliegie in particolare sono efficaci contro l’uricemia) e di verdura.