La certificazione a sigillo della lavorazione tradizionale.Le fasi di lavorazione della Bresaola della Valtellina IGP devono seguire regole precise scandite dal Disciplinare di produzione, che garantisce l’autenticità del prodotto e il rispetto della lavorazione tradizionale. Ogni singola fase, rigorosamente documentata, è sottoposta a rigorosi controlli finalizzati a garantire sicurezza igienico-sanitaria, tracciabilità e qualità del prodotto. 1. Attenta selezione ed abile rifilatura
dei tagli di carne. L’attenta selezione della materia prima è il presupposto fondamentale per ottenere un prodotto di qualità. Ogni singolo pezzo di carne è sottoposto ad attenta selezione. L’operatore specializzato procede alla valutazione del pezzo e alla eventuale rifilatura, che deve essere effettuata con abilità e precisione al fine di asportare il grasso e le parti tendinose esterne senza incidere la polpa. La materia prima non conforme (es. perché eccessivamente marezzata o di colore anomalo) viene scartata. 2. Salagione a secco:
la bresaola acquista il suo tipico aroma. La salagione viene effettuata a secco: la carne che supera il controllo di conformità viene cosparsa con una moderata quantità di cloruro di sodio e aromi naturali. La soluzione salina si forma con il succo della carne. Possono essere aggiunti vino, spezie, zuccheri (con lo scopo di favorire i fenomeni microbici responsabili in buona parte della stagionatura del prodotto), nitriti e nitrati di sodio e/o potassio, acido ascorbico e suo sale sodico. E’ dal sapiente dosaggio degli aromi utilizzati, gelosamente custodito nel segreto di antiche ricette, che il prodotto comincia ad acquisire la propria personalità, con sfumature di gusto e di aroma diverse da produttore a produttore. La salagione, che ha una durata non inferiore ai 10 giorni, è interrotta da operazioni di massaggio, cd. zangolature, per consentire l’uniforme migrazione del sale e degli aromi all'interno della polpa. 3. Una stagionatura lenta e naturale.
Dopo la salagione la carne viene insaccata in un budello naturale o artificiale e inviata alla fase successiva di asciugamento in apposite celle. L'asciugamento ha una durata media di una settimana e deve consentire una rapida disidratazione del prodotto nei primi giorni di trattamento. Alla fase di asciugamento segue la stagionatura condotta ad una temperatura media tra i 12 e 18 °C. La stagionatura, compreso il tempo di asciugamento dura da 4 a 8 settimane. I locali di stagionatura, così come quelli di asciugamento, devono essere muniti di impianti appositamente climatizzati in grado di assicurare l’ottimale ricambio dell’aria e condizioni adeguate di temperatura e umidità. Il Disciplinare vieta l’adozione di tecniche che prevedano una disidratazione accelerata del prodotto. Ma tenuto conto dei favorevoli fattori climatici della zona tipica di produzione, è consentita la ventilazione e l’esposizione all’umidità naturale. Anche in questa fase è fondamentale la capacità dell’operatore di apportare le giuste variazioni. 4. Eventuale sezionamento o affettamento
e confezionamento. Il prodotto stagionato che supera i controlli chimici, sensoriali e merceologici previsti dal Disciplinare può essere contrassegnato con il marchio IGP. (immagine ben leggibile del marchio EU giallo e blu) La Bresaola della Valtellina può essere commercializzata intera, allo stato sfuso o sottovuoto, a pezzi, in tranci o affettata, confezionata sottovuoto o in atmosfera protettiva. Ogni confezione deve riportare in etichetta, oltre alle diciture obbligatorie per legge, le seguenti indicazioni:
Il prodotto che non rispetta i requisiti minimi previsti dal Disciplinare non può essere commercializzato come "Bresaola della valtellina IGP" e deve essere declassato. |